Uffici stampa / Il Comune di Melilli "cancella" l’addetto stampa. L'Assostampa Sicilia: "Decisione anacronistica e incomprensibile"

Soprattutto, così facendo il comune di Melilli viene privato di un fondamentale strumento di trasparenza, previsto da una legge dello Stato (la 150 del 2000 recepita dalla Regione nel 2002) e ai cittadini viene impedito di aggiornarsi sull'attività amministrativa attraverso l'opera di giornalisti iscritti all'Ordine e capaci informare e di intrattenere rapporti con i media.
Se si considera che la Sicilia - anticipando i tempi - ha previsto la presenza di addetti stampa negli enti locali sin dal 1996, si ha la dimensione di quanto anacronistica sia la decisione di una giunta comunale che sembra ispirarsi più al Medioevo che a una gestione amministrativa aperta e dinamica e non intesa come mero esercizio di potere. Una decisione che, per altro, rinnega la storia dello stesso ente, dove la presenza di un addetto stampa giornalista risale a molti anni addietro. Ancora più grave sarebbe la circostanza se dovesse emergere che la scelta della Giunta sia la diretta conseguenza dell'azione legale avviata dalla collega Marina Ferraro - addetto stampa del Comune fino a pochi giorni fa - per l'applicazione del contratto nazionale dei giornalisti Fnsi-Fieg e il riconoscimento delle spettanza maturate.
La cancellazione della funzione di addetto stampa a Melilli sfugge a ogni logica e, pertanto, auspichiamo che l'Amministrazione torni rapidamente sui suoi passi. Sorveglieremo in ogni modo poiché, com'è nello spirito della 150/2000 e come già ricordato in altra occasione, il ricorso a personale non iscritto all’Ordine dei giornalisti per l'attività di addetto stampa configura il reato di esercizio abusivo della professione.
Alberto Cicero (Segretario regionale)
Francesco Di Parenti (Presidente Gruppo Uffici stampa)
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