| | Solidarietà del Sindacato dei giornalisti del Veneto
ai vicesegretari della FNSI
Luigi Ronsisvalle e Daniela Stigliano
L’Assemblea congressuale del Sindacato giornalisti
del Veneto, riunita per l’elezione degli Organi statutari, esprime
solidarietà ai Vice Segretari della Fnsi Daniela Stigliano e Luigi
Ronsisvalle, attaccati dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti,
Lorenzo Del Boca, per avere posto l’accento sugli squilibri del
mercato del lavoro in un incontro con i colleghi freelance e precari
dell’Assostampa della Sicilia. Un mercato caratterizzato da un’offerta
in eccesso e da una domanda in caduta libera per quanto riguarda le assunzioni
a tempo indeterminato e il livello dei compensi per i giornalisti parasubordinati.
La legittima preoccupazione espressa dai vertici sindacali sulla base
della mera analisi dei dati è stata utilizzata dal Presidente
dell’Ordine quale pretesto per portare l’ennesimo affondo
contro il Sindacato, i CdR e il Contratto nazionale approvato dalla consultazione
referendaria.
Oltre mille giornalisti, provenienti da molteplici canali di accesso,
superano l’esame professionale ogni anno. La capacità di
assorbimento occupazionale è inferiore alla metà. Nel 2009
ci sono stati 700 prepensionamenti.
Migliaia di disoccupati e freelance sottopagati impongono di agire subito
per difendere posti di lavoro, professione e qualità dell’informazione.
La riforma dell’Ordine, non più procrastinabile, deve regolamentare
l’accesso alla professione, mentre Sindacato e Ordine devono garantire
un futuro alla categoria tutta.
Il Sindacato dei giornalisti, in accordo con l’Inpgi, ha esteso l’area
della protezione previdenziale e sociale anche a chi non ha il posto fisso. E
si propone di dare a breve una rappresentanza forte ai giornalisti del lavoro
autonomo. Invece, la scelta del Presidente dell’Ordine punta a dividere: è una
scelta pericolosa che va contrastata e che contrasteremo.
L'Assemblea chiede ai rappresentanti dell’Ordine nazionale e regionale
di farsi promotori delle istanze di cambiamento auspicate e condivise nella delibera
di riforma approvata nel 2008:
- accesso unico universitario alla professione, riduzione del numero delle scuole,
riformulazione dell'istituto dello stage (spesso utilizzato per avere "manodopera" gratuita),
istituzione di borse di studio, innalzamento qualitativo dell'offerta formativa
generale e selezione più rigorosa dei commissari;
- revisione degli iscritti all'Albo: l'esplosione delle iscrizioni dei pubblicisti
non corrisponde al numero degli iscritti all'Inpgi2 che certifica l'effettivo
svolgimento del mestiere;
- maggiore vigilanza sul rispetto delle norme deontologiche, anche per ritrovare
più credibilità agli occhi dell'opinione pubblica.
4 febbraio
2010 | | | |