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aperta ai direttori e CdR delle testate siciliane sul lavoro giornalistico
precario
Questa lettera denuncia
l’umiliante e vergognosa situazione professionale
in cui sono costretti a vivere i giornalisti precari, comunque chiamati:
collaboratori esterni, lavoratori autonomi o “freelance”.
I luoghi dove le aziende editrici riescono ad imporre questa situazione
di sfruttamento e mortificazione della dignità dei lavoratori sono
le redazioni dei giornali.
Sono tanti, troppi i colleghi che, pur svolgendo la loro attività con
competenza ed onestà intellettuale, vengono retribuiti solo con pochi
euro a pezzo, anche per articoli e servizi che richiedono un’intensa
attività di impegno e di ricerca.
 Oltre
la metà dei giornalisti
attivi non ha un contratto a tempo indeterminato
Durante i lavori del recente 26° Congresso della FNSI è emerso
un quadro sconfortante, che ha evidenziato come molti freelance siano imprigionati
in una condizione di subalternità psicologica che non consente loro
neppure di chiedere il rispetto di diritti basilari, attanagliati dalla paura
di perdere il posto e magari di essere sostituiti da persone che, senza qualifiche
né credenziali, sono disposte a lavorare per una paga, se possibile,
ancor più irrisoria.
La grande attenzione posta sulla gravissima situazione del lavoro giornalistico
autonomo ha condotto la Federazione Nazionale della Stampa Italiana all’elaborazione
di linee strategiche e percorsi concreti da attuare con la massima urgenza
sul territorio, per i quali è necessario la sensibilizzazione ed il
coinvolgimento di tutte le strutture sindacali e la concreta solidarietà dell’intera
categoria.
Oltre la metà dei giornalisti italiani attivi, 24 mila a fronte di
20 mila contrattualizzati, non ha un contratto a tempo indeterminato e guadagna
in media nemmeno 10 mila euro lordi l'anno, la maggioranza dei quali meno
di 5 mila. Il comparto del lavoro autonomo giornalistico comprende freelance,
co.co.co., collaboratori con partita IVA e cessioni di diritto d’autore.
Il precariato sottopagato come condizione lavorativa permanente
La Commissione lavoro autonomo FNSI ha denunciato apertamente che, nell’attuale
mercato del lavoro, il precariato sottopagato non è più (come
avveniva
fino a 15 - 20 anni fa) una sorta di “periodo di prova” in attesa
di un impiego contrattualizzato, stabile e ben tutelato, ma una condizione lavorativa
quasi sempre permanente, e come tale inaccettabile e umanamente insostenibile. E
che una professione che si baserà sempre più sul lavoro autonomo
deve mutare profondamente le sue concezioni culturali, le sue regole, i suoi
meccanismi di tutela, sia per la garanzia del lavoro di freelance e precarizzati,
sia per la stessa tenuta del sistema e della qualità dell’informazione.
Il taglio dei compensi e delle collaborazioni, deciso dagli editori negli ultimi
due anni in seguito alla crisi economica, ha portato la condizione dei lavoratori
autonomi a livelli insostenibili. Aggravata, tra l’altro, dall’improvviso
arrivo nel mondo dei collaboratori esterni di tanti colleghi espulsi dalle redazioni
in seguito alle riorganizzazioni aziendali.
I freelance non cercano necessariamente il posto fisso ma chiedono che sia garantita
loro la possibilità di vivere decorosamente e dignitosamente con il proprio
lavoro.
Le strategie da condividere
Il 26° Congresso ha tracciato per l’attività del Sindacato una
serie di percorsi strategici, tra cui:
- affermare il concetto che il lavoro autonomo, privo per definizione di stabilità,
deve costare più di quello dipendente;
- studiare forme di coinvolgimento diretto dei collaboratori esterni nelle rappresentanze
sindacali aziendali;
- vigilare e denunciare, in collaborazione con gli altri enti di categoria (in
particolare, Ordine e Inpgi) l’esercizio abusivo della professione e ogni
forma di lavoro gratuito o irregolare.
Tre richieste dei giornalisti precari ai direttori e ai CdR
Ai colleghi direttori e componenti dei comitati di redazione chiediamo di:
- denunciare e contrastare con ogni mezzo e in ogni circostanza il ricorso
a
collaborazioni pagate con retribuzioni irrisorie, contrarie al decoro del ruolo
professionale del giornalista e della sua dignità personale, ovviamente
non adeguate a garantire il livello di qualità dell’informazione;
- promuovere l’introduzione di un rappresentante dei freelance
(collaboratori
esterni) nei CDR.
In attesa di prevederne la figura all’interno del prossimo CNLG, potrebbe
trattarsi, almeno inizialmente, di un membro aggiunto eletto dal corpo redazionale,
quindi un collega contrattualizzato.
Il ruolo del fiduciario dei collaboratori dovrebbe essere:
- consultivo per quanto concerne le vertenze che possono partire dai collaboratori
- di coordinamento e raccolta delle richieste che provengono dai collaboratori
e di raccordo con redazione e direzione;
- di vigilanza sul rispetto degli accordi economici stabiliti tra testata e collaboratore;
- di rispetto della tempistica dei pagamenti;
- di controllo sull'applicazione del codice deontologico, in raccordo quindi
con i colleghi collaboratori entrati nei Consigli regionali e nazionali dell'Ordine
dei Giornalisti;
- di emersione di situazioni di mobbing o sopraffazione nei confronti dei collaboratori;
- di verifica del rispetto degli orari, carichi di lavoro, ai quali vengono sottoposti
i colleghi collaboratori. Aspetti che devono essere chiari, univoci e non lasciati
ad ambiguità.
- impedire semplicemente e alla radice episodi di esercizio abusivo della
professione adottando la buona prassi di riconoscere e pubblicare soltanto
comunicati stampa
recanti in calce nome, cognome e numero di iscrizione all’albo del giornalista.
La deontologia
La stessa professionalità della categoria è a rischio: non sono
rari i casi di collaboratori che, per mettere insieme uno stipendio, lavorano
come addetti stampa e contemporaneamente scrivono articoli sulle attività degli
stessi soggetti per i quali lavorano, attività contraria chiaramente al
Codice deontologico.
I freelance finiscono per essere i giornalisti che hanno un rapporto immediato
e diretto con la notizia, che seguono i fatti e li raccontano
“
Assistiamo al fenomeno sempre più dilagante che i giornalisti lavoratori
subordinati sono coloro che lavorano al desk nelle redazioni obbligati a rivedere
testi provenienti dall’esterno e a gestire l’enorme flusso informativo
che attraverso le agenzie e la rete invade quotidianamente le redazioni, mentre
i freelance finiscono per essere i giornalisti che hanno un rapporto immediato
e diretto con la notizia, che seguono i fatti e li raccontano.” [Franco
Siddi, Giornalismo: il lato emerso della professione. Una ricerca sulla condizione
dei giornalisti italiani, a cura di Pino Rea]
Il futuro precario della categoria giornalistica
Il problema dei lavoratori autonomi riguarda oramai il futuro dell’intera
categoria giornalistica: la crescente precarizzazione del lavoro, e il calo del
numero degli assunti nelle redazioni, sta portando a un calo dei contributi versati
all’Inpgi e degli iscritti alla Casagit, strutture per le quali si teme
che in un futuro, nemmeno troppo lontano, non potranno più garantire ai
propri iscritti i servizi attuali.
Per tutte queste ragioni il tema del precariato investe non solo lavoratori autonomi
e freelance, ma tutta la categoria giornalistica, il sistema dell’informazione
nel suo complesso e l’intera società in cui viviamo.
La difesa della qualità e dell’indipendenza dell’informazione,
che è l’essenza del ruolo sociale del giornalista, passa oggi in
primo luogo dalla capacità che il Sindacato e l’intera categoria
avrà di offrire risposte, sostegno e tutela alle istanze dei lavoratori
autonomi precari.
Cordialmente
Massimo Bellomo,
Vicesegretario regionale e Presidente Commissione regionale lavoro autonomo
Assostampa Sicilia
Roberto Ginex,
Segretario provinciale Assostampa Palermo e Consigliere regionale
Assostampa Sicilia
Dario Fidora,
Coordinatore Commissione regionale lavoro autonomo
Assostampa Sicilia
e componente Commissione lavoro autonomo nazionale
FNSI
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Accordo collettivo
nazionale
lavoro autonomo Fieg-Fnsi
[link]
Le tipologie
di lavoro
giornalistico autonomo
Vademecum dell'INPGI
sui co.co.co.
[link]
Assostampa
Romana
pubblica una guida
per il giornalista freelance

Giornalista
fai da te, vademecum per il lavoro autonomo e parasubordinato" è il
nome della pubblicazione realizzata dalla Consulta Feeelance dell'Associazione
Stampa Romana a cura di Natalia Marra e Maria Giovanna Faiella.
E' una vera e propria guida che fornisce chiarimenti e risposte a tantissimi
problemi "pratici" che riguardano i freelance.(segue)

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